IV novembre 2018 - AlpiniSezioneVi

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IV Novembre 2018
Cent'anni dalla Grande Guerra








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Vicenza
domenica, 4 Novembre 2018
IV Novembre 2018
di Monica Cusinato
foto di Nicola Cozza

Non è corretto chiamarla celebrazione ma più appropriato chiamarla commemorazione del centenario della vittoria. Ricordo solenne dei quasi dieci milioni di morti tra militari e civili di ogni Nazione partecipante, ventun milioni di feriti, gli sfollati, la perdita del patrimonio culturale ed artistico, le conseguenze ambientali che “l’inutile strage” comportò. Per noi Italiani una vittoria sul fronte militare, ma una sconfitta su altri punti di vista, dato che poi i trattati di Versailles la mutarono in una “vittoria mutilata” ed il popolo italiano rimase comunque con la carestia e le ripercussioni fisiche e morali che portarono nel tempo a ben altre e peggiori situazioni. Ad aumentare il già drastico bilancio si intromise poi la “febbre spagnola” mietendo altre vittime. Ecco perché il 4 novembre non può e non deve essere una celebrazione ma il ricordo di tutti coloro che, volenti o nolenti, furono interessati dal conflitto, sia direttamente che indirettamente. Ma il 4 novembre non può esaurirsi ad una “festività soppressa” (per usare un termine lavorativo) o una “festività mobile” (che si celebra la prima domenica successiva al giorno 4), perché è la nostra storia, la nostra unità di popolo e di Patria, è il nostro passato, e ci deve indicare sempre il cammino da seguire senza dover ricorrere ad altre “inutili stragi”. Ecco perché l’Associazione Nazionale Alpini ha richiesto a gran voce al Presidente Mattarella il ripristino della festività come lo è stato nel 2001 con la festa della Repubblica del 2 giugno.

Il giorno 3 novembre 2018 alle ore 19, ogni gruppo dell’Associazione Nazionale Alpini d’Italia, secondo le direttive della sede nazionale, ha effettuato l’alzabandiera e deposto una corona di alloro presso i monumenti ai Caduti di pertinenza. Poi ogni gruppo ha dato il suo contributo partecipando alle commemorazioni organizzate dalle amministrazioni comunali e mettendo in campo idee e forze con rappresentazioni teatrali, concerti e convegni storico-culturali.

La sezione di Vicenza ha iniziato le commemorazioni ufficiali già mercoledì 31 ottobre, in collaborazione con la “Fondazione 3 novembre 1918” presieduta dal Gen. C.A. Domenico Innecco, erede putativo del Generale Pecori Giraldi, la cui I armata durante il conflitto aveva sede proprio a Palazzo Trissino ora sede del Comune di Vicenza: il 31 ottobre, presso il museo civico di Palazzo Chiericati, si è svolta una conferenza storica relativa al Battaglione Aosta  presente sul massiccio del Pasubio dal 1916 fino a fine conflitto, con il contributo del dr. Gianfranco Ialongo, regista di RAI Val d’Aosta, del Col. Giovanni Santo, comandante del 4° rgt Alpini di Aosta, e dello storico e alpino vicentino già consigliere sezionale Gianni Periz. Ialongo ha proiettato tre video da Lui realizzati negli ultimi sei anni, durante i quali ha sempre partecipato, accompagnando i militari del btg. Aosta, nei luoghi della Grande Guerra dove i loro commilitoni hanno combattuto cent’anni fa. Il Col. Santo, ringraziando la sezione “Monte Pasubio” per l’affetto che ha sempre dimostrato nei confronti dei Suoi Uomini, ha voluto celebrare gli Alpini del passato formando i nuovi Alpini nel ricordo di chi li ha preceduti, spronandoli ad essere degni dell’appartenenza al Corpo con lo stesso spirito di sacrificio e di amor patrio. Il Comandante ha poi ricordato, con commozione e affetto fraterno, il primo maresciallo Marchesani, custode del Sacrario del 4° rgt Alpini e del suo museo. Ha affermato che i valdostani non hanno subìto la guerra come la gente veneta che la guerra ce l’aveva in casa, ma hanno dato ai veneti e agli Italiani i loro figli migliori.

Il consiglio sezionale ha dovuto spartirsi i compiti per poter essere presente capillarmente presso i gruppi del territorio, così da partecipare alle varie cerimonie municipali e iniziative locali sia sabato che domenica, e domenica 4 novembre non poteva mancare alla commemorazione organizzata dalla città di Vicenza e dal Prefetto, con la santa messa in cattedrale officiata dal vescovo Pizziol e alla celebrazione in piazza dei Signori con le autorità civili e militari.

La sezione ha organizzato per domenica 4 ottobre il concerto dei cori della sezione al tempio di S. Corona: sei dei nostri otto cori sezionali, Sojo Rosso, Creazzo, “Amici miei” di Montegalda, Piovene Rocchette, Lumignano e Thiene, si sono esibiti nella gremitissima chiesa, tempio di devozione e arte, intonando cante che la tradizione vuole siano nate in guerra, nelle trincee, dove i soldati non conoscevano l’italiano ma solo il proprio dialetto, ma che riuscivano a fraternizzare proprio grazie alla musica, e, cantando per esorcizzare la paura hanno fatto l’unità linguistica del nostro Paese. I circa 150 coristi attraverso le canzoni hanno illustrato la vita del soldato, tracciando un percorso ideale che ha unito i concetti di famiglia, lavoro, partenza, montagna e guerra.

Tutto quanto sopra si è svolto all’indomani della grande devastazione ambientale causata dal maltempo e dalle trombe d’aria abbattutesi sul Veneto il 29 ottobre: abbattuti 300.000 alberi nei boschi dell’Altopiano di Asiago, in Cadore, nell’Agordino, lasciando un paesaggio spettrale come appena finita la Grande Guerra, frane, smottamenti e allagamenti dall’alto Veneto alla laguna di Venezia. Case sommerse, popolazioni per giorni senza corrente elettrica e riscaldamento, famiglie evacuate, strade spazzate via, danni per milioni di euro. Gli Alpini ovunque hanno aiutato la loro popolazione e poi sono partiti alla volta dei territori più devastati e messi in ginocchio. Anche in questa occasione gli Alpini si sono “resi degni delle glorie dei propri avi”, rimboccandosi le maniche e aiutando chi è in difficoltà, in una gara di solidarietà dove sanno di essere vincitori in partenza. Anche questo è commemorare, anche questo è “ricordare i morti aiutando i vivi”.

versione 6.1 - 11 Febbraio 2018
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